Documenti per spedire merce in Francia: DDT, CMR, Incoterms e IVA intracomunitaria

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Una spedizione dall'Italia alla Francia viaggia con il DDT del mittente e la lettera di vettura internazionale CMR, accompagnati dalla fattura. Non c'è dogana tra due stati membri, ma restano obblighi fiscali: partite IVA iscritte al VIES, dicitura di non imponibilità in fattura, prova del trasporto e, oltre le soglie, elenchi Intrastat. La resa concordata stabilisce chi organizza e chi paga.

I documenti che accompagnano una spedizione Italia-Francia

Per una spedizione su strada verso la Francia servono di norma quattro documenti: il DDT emesso dal mittente, la lettera di vettura internazionale CMR, la fattura di vendita e, per le merci soggette ad accisa o pericolose, i documenti specifici. Nessuno di essi richiede una pratica doganale.

Intra-UE, non export: nessuna dogana ma diversi obblighi

Italia e Francia appartengono allo stesso mercato interno: non esistono dazi, dichiarazioni doganali né bollette di esportazione. Gli obblighi si sono però spostati sul piano fiscale e statistico, ed è lì che nascono i problemi più frequenti per chi spedisce la prima volta oltre confine.

In pratica il controllo non avviene alla frontiera ma a posteriori, sui documenti conservati in azienda. Una CMR non firmata, una partita IVA non verificata o una dicitura mancante in fattura possono trasformare una cessione non imponibile in un'operazione contestabile mesi dopo la consegna.

Il DDT: cosa deve contenere

Il documento di trasporto identifica mittente, destinatario, luogo di destinazione, descrizione e quantità della merce, numero dei colli, peso e data di spedizione. Va emesso prima della partenza e accompagna fisicamente il carico. È il riferimento che il vettore usa per compilare correttamente la lettera di vettura.

La CMR: campi, chi la compila e chi la firma

La CMR è la lettera di vettura del trasporto internazionale su strada, prevista dalla convenzione di Ginevra del 1956. Riporta mittente, destinatario, luogo e data di presa in carico, luogo di consegna, descrizione della merce, numero di colli, peso e vettore incaricato. Viene emessa in più esemplari.

La compila materialmente il mittente per la parte che riguarda la merce, mentre il vettore completa i campi di sua competenza e firma alla presa in carico. Il destinatario firma alla consegna. Una copia resta al mittente: è il documento che dimostra l'avvenuto trasferimento della merce all'estero.

CMR con riserva e contestazioni alla consegna

Se alla consegna la merce presenta film lacerato, angoli schiacciati, colli mancanti o segni di urto, il destinatario deve annotare riserve precise sulla CMR prima di firmare. Una riserva generica come «merce da controllare» ha valore molto limitato: vanno indicati il difetto, i colli interessati e la loro quantità.

La fattura intracomunitaria e la dicitura di non imponibilità

La vendita a un soggetto passivo francese è una cessione intracomunitaria non imponibile: si fattura senza applicare l'imposta, indicando la partita IVA del cliente preceduta dal prefisso del paese e la dicitura di non imponibilità con il riferimento normativo. L'acquirente assolve poi l'imposta nel proprio stato.

VIES: verificare la partita IVA del cliente o del fornitore

Il regime di non imponibilità vale solo se la controparte è iscritta all'archivio europeo dei soggetti che effettuano operazioni intracomunitarie. La verifica è gratuita, immediata e va fatta prima di emettere la fattura, conservando l'esito. Anche la vostra posizione deve risultare attiva, non solo quella del cliente.

La prova della cessione intracomunitaria

Per dimostrare che la merce ha lasciato l'Italia occorre un insieme coerente di documenti: fattura, DDT, CMR firmata dal destinatario, prova del pagamento del trasporto e, se disponibile, conferma di ricevimento del cliente. La CMR controfirmata resta l'elemento più solido dell'intero fascicolo.

Intrastat: soglie, periodicità e chi presenta

Gli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie servono a fini statistici e fiscali. L'obbligo e la periodicità, mensile o trimestrale, dipendono dal volume delle operazioni realizzate nei periodi precedenti e dalla loro natura, cessioni o acquisti. Il vostro commercialista verifica la soglia applicabile alla vostra posizione.

Incoterms su strada: EXW, FCA, DAP e DDP

La resa concordata in contratto stabilisce chi organizza il trasporto, chi lo paga e in quale punto il rischio passa dal venditore all'acquirente. Non è una formula burocratica: determina chi chiede il preventivo, chi tratta con il vettore e chi sopporta il danno se qualcosa va storto.

ResaChi organizza il trasportoDove passa il rischio
EXW (franco fabbrica)L'acquirenteAlla messa a disposizione presso il venditore
FCA (franco vettore)L'acquirente, con carico a cura del venditoreAlla consegna al vettore designato
DAP (reso a destino)Il venditoreAll'arrivo a destino, merce ancora sul mezzo
DDP (reso sdoganato)Il venditoreAlla consegna, con oneri a suo carico

Resa franco fabbrica: il caso tipico del venditore italiano

Molte aziende italiane vendono franco fabbrica: preparano i pallet e lasciano all'acquirente l'organizzazione del ritiro. Lo schema funziona a condizione di concordare data, orari e mezzo, e di ottenere comunque una copia della CMR firmata, indispensabile per giustificare la non imponibilità dell'operazione.

Merci soggette ad accisa: vino, birra, spiriti e documento e-DAS

Vino, spumanti, birra e alcolici circolano in regime sospensivo con il documento amministrativo elettronico e-DAS, gestito nel sistema europeo di controllo dei movimenti. Servono un mittente abilitato in Italia e un destinatario registrato in Francia: senza queste posizioni la spedizione non può partire regolarmente.

Merci pericolose ADR: documenti aggiuntivi e responsabilità

Le merci classificate ADR richiedono scheda di sicurezza, imballaggi omologati, etichettatura di pericolo, documento di trasporto con numero ONU e classe, mezzi e autisti abilitati. Alcune quantità limitate godono di esenzioni parziali. La classificazione è responsabilità dello speditore, non del vettore.

Checklist finale prima del ritiro

Prima che il mezzo si presenti, verificate documenti e dati anagrafici. Cinque minuti di controllo evitano contestazioni fiscali a distanza di mesi e blocchi al ritiro, che nella pratica sono la causa più frequente di riprogrammazione di una spedizione già confermata verso la Francia.

  1. Partita IVA del cliente francese verificata nell'archivio europeo e conservata.
  2. Fattura con dicitura di non imponibilità e riferimento normativo corretto.
  3. DDT emesso, con numero di colli e peso coerenti con la merce reale.
  4. CMR predisposta con indirizzi completi, referente e orari di consegna.
  5. Documenti specifici pronti per accise o merci pericolose, quando previsti.
  6. Pallet filmati, etichettati e corrispondenti a quanto dichiarato in preventivo.

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FAQ

La CMR è obbligatoria per spedire in Francia?
La convenzione internazionale si applica di diritto a ogni trasporto su strada tra due paesi aderenti, e Italia e Francia lo sono entrambe. In pratica nessun vettore serio parte senza lettera di vettura: è il documento che prova la presa in carico, descrive la merce e permette di registrare eventuali riserve alla consegna.
Posso emettere fattura senza IVA a un cliente francese?
Sì, se il cliente è un soggetto passivo con partita IVA valida e iscritta all'archivio europeo, se la merce lascia effettivamente l'Italia e se conservate la prova del trasporto. In fattura vanno indicati la partita IVA della controparte con il prefisso del paese e la dicitura di non imponibilità prevista dalla normativa.
Cosa succede se il cliente francese non è iscritto al VIES?
Senza iscrizione valida non potete applicare il regime di non imponibilità: l'operazione va trattata come una cessione interna con imposta, oppure si sospende la fatturazione finché il cliente regolarizza la propria posizione. Verificate sempre prima di emettere il documento, perché la correzione successiva è onerosa e lenta.
Chi paga il trasporto con resa franco fabbrica?
L'acquirente. Con la resa franco fabbrica il venditore mette la merce a disposizione nel proprio stabilimento e da quel momento organizzazione, costo e rischio del trasporto passano al compratore, che sceglie il vettore o lo spedizioniere. Il venditore resta però interessato a ottenere la copia firmata della lettera di vettura.
Serve l'e-DAS per spedire vino a un'azienda francese?
Sì, se il prodotto viaggia in sospensione d'accisa. La circolazione richiede un documento amministrativo elettronico emesso da un mittente abilitato e un destinatario registrato nel paese di arrivo. Se l'accisa è già stata assolta si applica una procedura diversa: verificate la vostra posizione prima di fissare la data di ritiro.
Devo presentare l'Intrastat per una sola spedizione?
Dipende dal volume complessivo delle vostre operazioni intracomunitarie, non dalla singola spedizione. L'obbligo e la periodicità scattano al superamento di soglie definite per cessioni e acquisti nei periodi precedenti. Una prima spedizione isolata raramente fa scattare l'obbligo, ma la verifica va fatta con il vostro consulente fiscale.

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